Maradona, il più grande e unico

Maradona, il più grande e unico

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Semplicemente il più grande di tutti i tempi.

Un talento fenomenale che riempiva gli stadi per le sue giocate e che li avrebbe svuotati se solo avesse detto a tutti di andar via. Il calciatore dalle umili origini, idolo delle masse e in una parola dei “poveri”. Se si metteva in testa di vincere una partita, beh, la vinceva. Si sa tutto e si è visto tutto di Maradona negli anni in cui era in attività. Ieri, sui campi di calcio, quando incantava ad ogni tocco di palla col suo sinistro fatato gli spettatori paganti e quelli che stavano a casa, oggi, purtroppo, lo vediamo raramente nelle trasmissioni televisive, se ne parla nei bar, nelle piazze. Un calciatore unico, dicevamo. Perché? Se noi proveremmo a mettere sullo stesso piano calciatori del calibro di Robben e Messi, lo sguardo dello sportivo verrebbe preso totalmente dalla bellezza delle loro azioni e della loro tecnica, non c’è dubbio, ma alla distanza Maradona, con un numero considerevole di dribbling e finte all’avversario si distinguerebbe da tutti gli altri, sempre, perché lui era “unico”. Maradona, secondo i grandi teorici del calcio, nonché dagli stessi esponenti della Fifa, la federazione internazionale del football, fu più volte insignito del titolo di “giocatore del secolo” e non credo che questa onorificenza fosse stata il risultato di qualche scherzo o “regalo” di un bravo procuratore a renderla tale. Il mondiale “messicano” del 1986, praticamente l’ha vinto da solo. I campioni, secondo me, si vedono quando giocano in nazionale e non solo nella squadra di club e Maradona era veramente il “faro” della sua nazionale, il giocatore che riusciva a prendere in mano la squadra e la portava alla vittoria. Oggi, Messi, altro grande fuoriclasse argentino, che spesso viene “erroneamente”, accostato al campione Maradona, nel recente mondiale del 2014, non ha brillato, non è riuscito, con la sua classe immensa, che indubbiamente possiede, a prendere in mano la squadra e farla vincere. L’unicità di Maradona sta proprio in questo!

Certo quello che abbiamo scritto finora ci fa vedere un’immagine positiva di un campione che evoca spettacolo e ottimismo, ma purtroppo sembra che ogni grande sportivo che si conosca a livello planetario, abbia dalla sua, all’opposto, un’immagine di negatività con la quale fare i conti. A parte il ricordo spiacevole dei mondiali del 1990 in Italia, che ci riportano alla memoria un Maradona affranto e soprattutto “rabbioso” nei confronti dei tifosi italiani, che perdendo a rigori quel quarto di finale, avevano fischiato l’inno e ingiuriato la sua nazionale, il “campione” argentino ha avuto, anche lui, nella sua vita un brutto fardello con cui fare i conti, fatto di dissoluzione e stravolgimento: la droga. La partita più difficile per un campione può essere, per alcuni aspetti, sempre la gara successiva, ma la droga per Maradona ha rappresentato, anche se ne è uscito con le ossa rotte, una via senza ritorno.

Fonte foto: http://www.ultimouomo.com

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