Il fantasista

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i fantasisti

Chi di noi sportivi non si è mai innamorato del giocatore simbolo della propria squadra, quello che da solo riusciva a portare a casa il risultato e a catalizzare l’attenzione su di se per intere settimane? Un emozione che abbiamo provato tutti una volta nella vita e forse anche i non appassionati. Pensare che quel giocatore ha rivestito un ruolo che purtroppo oggi non esiste più. Ha cambiato nome e non ha più il significato che la parola riveste: il fantasista. Non si poteva inventare parola migliore di questa per riferirsi al giocatore più forte e talentuoso della squadra, quel giocatore “unico”, che riusciva ad attirare tutta l’attenzione su di se. Il giocatore che metteva al servizio della squadra la sua tecnica sopraffina quasi sempre opera di un dono di natura, perché, secondo me, fantasisti si nasce. Oggi questa parola è scomparsa dagli schemi e dal vocabolario del campo. Chi la usa ha una tradizione ed un linguaggio che fanno parte del passato, ed è stata sostituita da un’altra che non ha la stessa valenza di significato. Da qualche parte si sente dire, trequartista o centrocampista avanzato. Non è la stessa cosa e ovviamente non può esserlo. Nella parola trequartista manca il fonema fantasia. Ogni squadra, nel passato, più precisamente nella seconda metà degli anni ottanta, costruiva il suo mercato sul giocatore più talentuoso, quello che era in grado, con la classe dei suoi gesti tecnici di “caricarsi” tutta la squadra sulle sue spalle. Come si fa a non ricordare i vari “colpi” di mercato del Milan quando prese Savicevic e Weah, oppure in altre città Baggio e Maradona su tutti. Oggi il calcio è in mano ai manager e loro coordinano il mondo del pallone a colpi di preparazione e disciplina, ma soprattutto il calciatore è preparato a ricoprire un ruolo e ovviamente c’è chi questo ruolo lo fa meglio di tutti. Il Top Player della difesa, del centrocampo e dell’attacco. Possiamo a questo punto dirlo con certezza che il fantasista nasceva nei vivai. Da ragazzino impressionava per la sua giovane età con quei colpi di classe e poi portava i propri tifosi a gioire perché lui e i suoi compagni erano riusciti a vincere la coppa. Comunque il fantasista è un’immagine che tutti abbiamo impressa nella memoria. Risale a circa trent’anni fa. Mondiali del Messico nello stadio Azteca del 1986. Maradona, il giocatore più forte e talentuoso di tutti i tempi segnava il gol più bello di ogni epoca all’Inghilterra, nel famoso quarto di finale tra l’Argentina e la nazionale britannica. Ecco, l’arte, dopo quel gesto in cui l’atleta marcava tutta la squadra con il pallone ai piedi, non appartiene soltanto alla pittura e alla musica, ma anche al calcio e allo sport e pensare che quella e forse altre meno gloriose, sono l’immagine che tutti noi dovremmo avere, nella mente, della fantasia.

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