Borg e McEnroe: il tennis a vois

Borg e McEnroe: il tennis a vois

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Borg e McEnroe: ghiaccio e furore

Una storia scritta e vissuta da due fuoriclasse del tennis autentici, fra gli anni settanta e gli ottanta del novecento. Una storia segnata da match lunghissimi e in particolare da due personaggi che sono differenti l’uno dall’altro. McEnroe, fuoriclasse americano, tutto mancino. Un giocatore, tutto istinto e forza, che non riusciva a tenere a freno la lingua neanche quando giocava. Per questo irascibile comportamento, tante volte fu multato dal giudice di sedia e dalle federazioni per comportamento scorretto. Borg, professionista svedese, di quella Svezia, che poi diventerà negli anni una delle squadre più forti e patria di grandi tennisti, al contrario, più calmo e freddo, era dotato di un carattere molto riservato e dal temperamento determinato. Nel corso delle loro carriere si sono affrontati 14 volte in un arco di soli 4 anni (tra il 1978 e il 1981) con 7 vittorie per parte. Ambedue i giocatori detestavano perdere e i dati sugli incontri disputati nell’arco di soli quattro anni, in cui vinsero sette incontri ciascuno, la dice lunga. Nessuno, a conti fatti, era più forte dell’altro. Quando i due tennisti si incontravano per giocarsi un incontro, la stampa sportiva, molto spesso ricorreva alla similitudine del fuoco e del ghiaccio per riferirsi esplicitamente ai loro caratteri, che si sfidavano su un campo da tennis. Il fuoco era l’epiteto per riferirsi al carattere vulcanico e rissoso di John McEnroe, e il ghiaccio, all’opposto, quello dello svedese Borg, più calmo e apparentemente incline al controllo delle emozioni.

Per queste caratteristiche caratteriali nacque, ancor prima del mito delle vittorie e dei loro incontri mitici, una rivalità che gli spettatori ricorderanno per sempre. Negli anni in cui, ricordiamolo, gli incontri di tennis venivano trasmessi in televisione e lo sport era considerato un “servizio pubblico”, capace di far divertire la gente e regalare spettacolo, il tennis, considerato ancora da tutti, uno sport elitario, in una parola per ricchi, nelle mani di Borg e McEnroe diventava arte e il silenzio che regnava sugli spalti, rendeva ogni colpo dei tennisti qualcosa simile ad un prodigio. E non solo! Il tennis perdeva definitivamente quell’aura aristocratica e sacrale, quel senso di “oligarchia sportiva”, che permetteva, allora, soltanto a poche persone di praticarlo, perché molto ricchi e benestanti. Assumeva, invece, un registro molto più popolare e “praticabile”. Anche la tecnologia, se ci riferiamo ai materiali e alle attrezzature dei tennisti, subiva dei grandi cambiamenti: negli anni in cui i due tennisti sono in attività, in particolare negli anni ottanta, le racchette di legno vengono sostituite da quelle costruite con materiali più leggeri e tecnici, come l’alluminio prima e la grafite poi.

Tuttavia l’incontro dove i due fuoriclasse diedero il meglio di sé e dove tutto il mondo ebbe di che divertirsi, fu la finale di Wimbledon del 5 luglio 1980, in cui venne disputata la finale più bella ed appassionante di tutti i tempi, nonché la più lunga in termini di tempo. Borg all’inizio dell’incontro non ha vita facile, perché perde il primo set addirittura 6-1. Uno shock per il numero uno del mondo. Borg, poi si riprende e vince il secondo e il terzo set. Potrebbe vincere l’incontro. E’ vicino a vincere il quarto set. Poi però il giovane talento americano annulla i match point e si porta in parità. Non vuole perdere. Per la regola, però, deve esserci un vincitore e si va dunque al tie-break, al leggendario tie-break fatto di ventitré minuti, trentaquattro punti giocati tutti d’un fiato, cinque match point per Borg e sette set point per McEnroe. L’epica, si sa, si studia sui libri di scuola e narra le storie e le battaglie degli eroi e degli dei. Ettore e Achille si sarebbero affrontati per giorni e nessuno dei due aveva intenzione di mollare. Fu un intervento divino a dare la vittoria ad Achille e vincere la guerra. Ebbene, quel tie-break fu una partita epica, giocata in un modo in cui le forze umane erano in parità, due set per parte vinti, ed ora necessitava che il destino prendesse forma e scegliesse il vincitore. Il numero uno, Borg in quell’occasione, vinse dopo che McEnroe aveva fatto tutto quello che era possibile per un giovane, che poi diventerà, di lì a ad un anno, l’erede del campione svedese. Borg si ritirerà dal tennis a soli 25 anni, un anno dopo quella storica finale.

Fonte foto: youtube.com

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